domenica 28 ottobre 2012

LA DOMENICA MATTINA DI GIANNI RODARI


Il signor Cesare era molto abitudinario. Ogni domenica si alzava tardi, girellava per la casa in pigiama e alle undici si radeva la barba, lasciando aperta la porta del bagno.

Quello era il momento atteso da Francesco, che aveva solo sei anni, ma mostrava già molta inclinazione per la medicina.
Francesco, infatti, prendeva il pacchetto del cotone idrofilo, la bottiglietta del disinfettante, la busta dei cerotti, entrava in bagno e si sedeva sullo sgabello ad aspettare.
Che c'è? - domandava il signor Cesare, insaponandosi la faccia con la schiuma da barba.
Francesco si torceva sul seggiolino, senza rispondere.
Dunque?
Be' - diceva Francesco - può darsi che tu ti tagli. Allora io farò la medicazione.

Già! - diceva il signor Cesare. Ma non tagliarti apposta come domenica scorsa diceva Francesco, severamente altrimenti non vale.
Sicuro! - diceva il signor Cesare.
Ma a tagliarsi senza farlo apposta non ci riusciva.. Tentava di sbagliare senza volerlo, ma era difficile e quasi impossibile.
Faceva di tutto per essere disattento, ma non poteva.
Finalmente, qui o là, il taglietto arrivava e Francesco poteva entrare in azione.
 Asciugava la goccia di sangue, disinfettava, attaccava il cerotto.
Così ogni domenica il signor Cesare regalava una goccia di sangue a suo figlio e Francesco era sempre più convinto di avere un padre distratto.




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